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sonolaragazzadicarta:

Chissá se anche lui ogni tanto mi pensa, la mattina, il pomeriggio, o tipo adesso, che sono le tre di notte, e non riesco a dormire perchè sto pensando solo a lui.

(via free-hugs-for-mee)

C’era una volta una bambina di nome Sofia, era brava a scuola, andava d’accordo con i suoi genitori, aveva tanti amici e una piccola tartaruga di nome Lolly.

Sofia aveva paura del buio, così, ogni notte sua madre le rimboccava le coperte e stava con lei finché non si addormentava.

Aveva tre migliori amiche: Chiara, Francesca e Martina. Stavano sempre insieme.

Suo padre un giorno arrivò a casa, aveva una piccola vaschetta con sé, dentro c’era una piccola tartaruga, la chiamò Lolly.

All’età di dieci anni, Sofia aveva ancora paura del buio, sua madre però al posto della sua presenza, aveva messo una abatjour. Non le rimboccava più neanche le coperte.

Fu l’anno in cui le sue amiche trovarono un hobby. Martina si iscrisse a danza, Chiara a pallavolo e Francesca prendeva lezioni di canto. Non stavano più insieme come prima.

Suo padre una sera arrivò a casa con una bottiglia di vino, mezza vuota. La madre le urlò di chiudersi in camera, lei prese Lolly e fece come le era stato ordinato.

All’età di dodici anni, Sofia aveva ancora paura del buio, la abatjour si era rotta e sua madre non si era preoccupata si comprarne una nuova.

Fu l’anno in cui Martina ebbe il primo ragazzo, Chiara divenne il capitano della sua squadra di pallavolo e Francesca si ammalò.
Sofia iniziò a passare molto tempo insieme a Lolly e alla musica.

Suo padre una sera tornò a casa, era arrabbiato. Picchiò sia lei che la madre.

All’età di quattordici anni, Sofia aveva ancora paura del buio, infatti aveva imparato a dormire direttamente con la luce accesa, anche se la madre le gridava contro di continuo.

Fu l’anno in cui litigò con Martina perché le aveva detto che il suo ragazzo la tradiva, che lo aveva visto con un’altra.
Chiara vinse il torneo regionale insieme alla sua squadra di pallavolo.
La madre di Francesca morì.

Suo padre una sera tornò a casa, aveva del rossetto sul collo. Mamma iniziò a gridare cose poco carine e papà picchiò entrambe, di nuovo. Fece le valigie e andò via.

All’età di sedici anni, Sofia aveva ancora paura del buio, ma non dormiva più. Era troppo impegnata a badare a sua madre che non si reggeva in piedi a causa del troppo alcool nel corpo.

Fu l’anno in cui seppe che Martina era rimasta incinta di quello stesso ragazzo che la tradiva. Non appena aveva saputo di essere il padre non si era più fatto vivo.
Chiara ebbe un infortunio e non poté più giocare a pallavolo.
Francesca si suicidò, era caduta in una profonda depressione.

E Sofia al suo funerale aveva pianto. Aveva pianto per la morte dell’amica, per l’abbandono del padre, lo stato in cui si era ridotta la madre. Aveva pianto anche per se stessa.

Poi tornò a casa, andò direttamente in camera sua e chiuse la luce di proposito. Rimase al buio.
Dopo aver visto cosa c’era lì fuori non gli faceva più paura.

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- miamerestisenonfossimestessa. (via miamerestisenonfossimestessa)

cazzo.

(via skillzashair)

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pierluigivizza:

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pierluigivizza ❤️

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"Niente si dimentica, per questo tutto fa così male." -Pierluigi Vizza
Un mattina sono entrato in un bar, dovevo prendere la colazione, prima di andare a scuola. Era stranamente affollato, così mi sono messo in disparte aspettando che la fila smaltisse. Qualcuno mi afferrò per la giacca, un signore anziano, mi guardò un po’ e poi disse:” Hei ragazzino, ce l’hai un migliore amico?” Quella domanda mi lasciò un attimo perplesso ma risposi di si. Allora il signore mi disse:” Anch’io ce l’avevo alla tua età un migliore amico, ma poi abbiamo litigato. Sono passati talmente tanti anno che non ricordo neanche il motivo. Ci sedevamo tutti i giorni in un tavolo di questo bar, compravamo il quotidiano e lui me lo leggeva ad alta voce, così che anche io potessi capire, perché beh… non sapevo leggere.” Ascoltai tutto il suo discorso senza aggiungere parola. “Sono passati quarant’anni dall’ultima volta in cui ci siamo rivolti la parola, eppure nonostante tutto, io e lui continuiamo a venire in questo bar ogni giorno, ma ci sediamo in tavoli diversi; lui compra il quotidiano e lo inizia a legge ad alta voce. Molte persone credono che sia pazzo, in realtà io so che lo sta facendo per me.
mi scrivete il vostro stato di whatsapp?

280614 Oned&5sos || 270115 Ed Sheeran

(Fonte: lamoretisbranacongliocchidolci, via skillzashair)


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dancinroundtheroom:

76/∞ you've got a smile that could light up this whole town
Correrei sotto la pioggia senza un ombrello, prendendola tutta e arrivando fradicia da lui pur di vederlo, o anche solo abbracciarlo

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La distanza può essere abbattuta, da una macchina, da un treno, da un aereo, o dall’AMORE…

- Martina, xcassieainsworth

Lui è troppo per me.. e io, be’ io sono io, non abbastanza.. Lui invece è troppo, troppo bello, troppo simpatico, troppo per una come me che non si piace nemmeno da sola.. che non riesce a vedersi allo specchio nelle “giornate no”… una come me non è abbastanza e lui merita di più di una come me, lui merita il meglio perché lui è perfetto in tutto e per tutto. Lui è la mia idea di perfezione anche se magari qualcuno potrebbe dire che non lo è. Lui è semplicemente quello che amo anche se lui non mi vorrà mai.

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E in questa valle piena di tanta quiete c’è un uragano, io.

- Martina, xcassieainsworth

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